mercoledì 15 dicembre 2010

ESSERE JOHN MALKOVICH di Spike Jonze

Lo sceneggiatore di culto Charlie Kaufman fa il suo esordio con una commedia, ben diretta da Spike Jonze al suo 1° film(vero nome Adam Spiegel), ingegnoso regista di pubblicità e video musicali e genero di F.F. Coppola. In una bizzarra miscela di commedia fantastica, dramma e satira dove l'assurdo diventa più credibile dell'ordinario. Charlie Kaufman dà spessore narrativo alla previsione di Andy Warhol: “Nel futuro ognuno potrà avere 15 minuti di successo.” Apologo a diversi piani sui temi dell'identità e del narcisismo.Spesso surreale ma ben supportato dalla prova complessiva del cast, in cui si registrano due succosi cameos di Charlie Sheen e Sean Penn.

Essere John Malkovich ha la sua forza nell’essere un film, primaditutto, sui sentimenti umani scavati nel loro nucleo pulsionale. Jonze lo fa in modo delicato e poetico, alleviando il percorso nel suo film/tunnel con immagini di grande suggestione immaginaria e romantica. Pochi film come questo scelgono un linguaggio poetico, non nel senso più trito dell’utilizzo di metafore o complesse simbologie , ma inteso come traduzione emotiva dell’ esistenza, esperienza che si realizza tramite la forma evocativo/musicale del testo filmico: in questo senso non conta l’assurdità degli eventi narrati, quanto la realtà delle sensazioni e dei sentimenti che ne scaturisce. Assistendo a Essere John Malkovich, si partecipa ad un ossimoro: ciò che vedo è assurdo, ciò che provo è vero. Il film di Jonze e Kaufman finisce con l’essere irrimediabilmente realistico. Sfido chiunque, guardando il film, a non identificarsi brutalmente con lo stato d’animo dei protagonisti, nei loro moti emozionali più involontari: la paura, come smarrimento viscerale e infantile; il desiderio amoroso, pulsione senza appigli razionali né possibilità di redenzione; l’istinto di sopravvivenza, attaccamento alla vita darwiniano e che disumanizza, trasformandoci in creature disposte a sopraffarsi l’un l’altra. E in tutto questo, lo sguardo poetico e ironico di Jonze, la sua comprensione sincera verso quest’umanità disperata ed eroica che cerca, affannosamente, di realizzare i propri desideri, di soddisfare quei bisogni elementari di vita in cui annegano sogni e speranze. Essere John Malkovich è una sfida, un passaggio per chi vorrà addentrarvisi senza opporre resistenza; è un viaggio che coinvolge i sensi, che stupisce e incanta, che può sconvolgere per la verità che dice sulla natura umana. Si può leggere, senza farsi troppo coinvolgere, come divertissement senza significato, gioco artistico ed arguto di due autori giovani e hip. Ma la verità è che Essere John Malkovich è un film tremendo, intelligente e vero, un’ analisi che si snoda come un dipinto di Escher attorno al vostro Io. Il potere è nei vostri occhi: abbiate il coraggio di guardare. Tra i molti spunti di questa originale (ed amletica) riflessione è d’obbligo segnalare la stralunata sequenza del ristorante ricolmo di persone (maschi ma anche femmine) che portano in volto gli inconfondibili tratti di John Malkovich. Un'imperdibile chicca di celluloide.